23 settembre 2018

La villa

 

Uno dei parchi meglio tenuti dell’ex periferia Romana, un piccolo gioiello che pochi sanno sorgere su una antica necropoli di epoca Imperiale. Confinante con le Catacombe di San Marcellino e Pietro, Villa dei Gordiani deriva il suo nome dalla famiglia imperiale del III sec. d.C. che ipoteticamente possedeva la proprietà del complesso e che annoverava tra i suoi membri tre imperatori del III secolo, Gordiano I, Gordiano II e Gordiano III. Numerosi sono i resti di epoca romana ben mantenuti  che si possono trovare passeggiando o correndo per la villa.

Il Mausoleo dei Gordiani è un edificio funerario di forma circolare in laterizio, articolato su due livelli, di cui in quello superiore, utilizzato nelle cerimonie funebri, è conservata parte della cupola originaria che ospitava delle statue. Sulla facciata c’era un portico con una scalinata. Il piano inferiore, utilizzato per le sepolture, era costituito da un corridoio che circondava il livello, con nicchie semicircolari e rettangolari, con al centro un pilone di sostegno. Sotto al portico e alla scalinata si trovano i resti di altri locali di utilizzo non definito.

Delle aperture nelle mura ancora esistenti garantivano una buona illuminazione e areazione.

Tor de’ Schiavi

Tra i resti del complesso, si trovano i ruderi dell’Aula Ottagonale, un edificio del III secolo a.C., che probabilmente doveva trattarsi di un ninfeo, un edificio sacro dedicato ad una ninfa,  di forma ottagonale costituita da aperture rotonde per l’illuminazione interna. Nel XIII secolo fu trasformata in una torre, sorretta da un ampio pilastro di forma cilindrica, sul quale erano appoggiate le scale per accedere ai vari piani.

Nel 1571 la torre passò alla famiglia di Vincenzo Rossi dello Schiavo, dal quale deriva il nome che ha ancora oggi.